Mercato San Severino Notizie

ALIMENTAZIONE TRA GIOIA E DOLORE

L’alimentazione, oltre ad avere un valore intrinseco, è testimonianza dei diversi  atteggiamenti linguistici, storici e tradizionali di un popolo. Il tempo moderno, il  fenomeno della globalizzazione ha investito  tutti gli aspetti della vita civile condizionando abitudini alimentari consolidate da tradizioni millenarie e determinando, nello stesso tempo, un incremento nei fattori di rischio-beneficio per la nostra salute.

        La mensa imbandita è opportunità,  benessere, convivialità, conoscenza. L’insufficienza di cibo, in epoche che ci hanno preceduto, ha rappresentato un aspetto drammatico e ricorrente nella nostra storia e ha favorendo lo sviluppo di disordini sociali ed epidemie che hanno colpito il nostro pianeta. I progressi degli ultimi decenni hanno consentito il superamento di una disponibilità alimentare limitata, legata alle stagioni o dalle zone di insediamento delle popolazioni. La semplice “cottura” ha ampliato il numero e l’igienicità degli alimenti disponibili facilitando il consumo, favorendo la masticazione e la digestione del cibo. Per incrementare quantità e richiesta  è stato necessario influenzare, sfavorevolmente, le caratteristiche organolettiche degli alimenti. Se quantità e qualità sono aspetti determinanti per la salute e le aspettativa di vita di ciascuno di noi. un modello di sviluppo speculativo ha finito per sottrarre aree coltivate e attese alimentari. Fattori  climatici come l’innalzamento della temperatura e l’opera dell’uomo hanno determinato l’impoverimento delle falde acquifere favorendo il processo di desertificazione e depauperando la catena alimentare tradizionale. Le stesse tecniche di produzione, conservazione industriale e domestica degli alimenti hanno sconvolto l’alimentazione.  

Rochefoucaud affermò “Mangiare è una necessità ma mangiare intelligentemente è un’ arte”

                         Sembra lontano, quasi, inimmaginabile  il tempo in cui     carestie e malattie da malnutrizione erano specchio di una povertà diffusa alla quale non sfuggiva il nostro territorio.

         Oggi, ci confrontiamo con un’ epoca di abbondanza e consumismo che ha allontanato lo spettro della  povertà e dell’ indigenza. Il  benessere concentrato, quasi esclusivamente, nelle mani delle società più industrializzate e ricche, ha aperto il capitolo delle malattie da iperalimentazione o da cattiva alimentazione. Siamo vittime dell’ abbondanza e di un uso smodato e improprio del cibo. Le nostre abitudini alimentari hanno subito, negli ultimi 40 anni, una radicale trasformazione. Il retaggio di un pensiero dominante, soprattutto, nel popolo  meridionale ha individuato nel  binomio                        

     Sovrappeso=Benessere una forma di sortilegio su un vissuto di povertà o carestia.

        Obesità,  diabete, ipertensione arteriosa, aterosclerosi e tumori sono le prime cause di morbilità e mortalità dei popoli del benessere.

        Neonato di un giorno, vecchio di un giorno Può apparire un concetto estremo ma è una constatazione scientifica dei guasti che, indiscriminatamente, sono legati al  tempo della vita e della necessità di comprendere e realizzare, fin nelle prime età, comportamenti e abitudini favorevoli per la salute e il benessere di ciascun individuo.

         Le grandi campagne di “Educazione sanitaria”,  hanno ridimensionato rischi e benefici legati ad un comportamento alimentare errato. Un sano e informato atteggiamento tiene in considerazione  specifiche esigenze del singolo individuo e, attraverso l’offerta di un pattern di cibi,  lascia alla discrezione  e alla  generale consapevolezza  che ogni eccesso o carenza di cibo, comporta un danno in eccesso o in difetto per la  salute.

        La ricchezza di alimenti disponibile non può essere semplicemente racchiusa in categorie di cibi consigliati o proibiti ma rappresenta  una varietà di risorse da gestire, un modo naturale per dare salute e prevenire e contenere  patologie, spesso, gravi. Il cibo è un patrimonio, il cui uso è affidato a una capacità di scelta e ad adeguate conoscenze. Quando parliamo di alimentazione in organismi in formazione, che vivono un equilibrio dinamico per il quale occorre varietà e completezza, è importante tener conto che ogni elemento nutritivo deve rispondere a una necessità e deve avere una  specifica funzione.

Corrado Caso